Le brand guidelines — o brand book — sono il documento che codifica il sistema di identità di un brand e stabilisce le regole per il suo utilizzo corretto. Sono lo strumento che garantisce coerenza nel tempo, indipendentemente da chi produce i materiali di comunicazione.
Eppure la maggior parte delle brand guidelines che circolano nelle aziende sono inadeguate: troppo superficiali per essere utili nella pratica, o costruite senza considerare le applicazioni digitali, o semplicemente mai usate perché nessuno sa che esistono.
Perché le Brand Guidelines Esistono
Le brand guidelines non sono un documento estetico. Sono uno strumento operativo con uno scopo preciso: garantire che chiunque produca comunicazione per il brand — designer interni, agenzie esterne, team marketing, commerciali che costruiscono presentazioni — lo faccia in modo coerente con il sistema definito.
Senza di esse, ogni nuovo materiale è una decisione autonoma: quale versione del logo? Quale font per i titoli? Quale colore per i bottoni del sito? Queste decisioni sembrano banali, ma accumulate su centinaia di materiali in anni di comunicazione producono un’identità frammentata che erode il brand equity.
Le brand guidelines risolvono questo problema una volta sola, in modo permanente.
Cosa Devono Contenere: La Struttura Completa
1. Brand Overview
Un’introduzione breve al brand: chi è, qual è il posizionamento, quali valori comunica. Non una storia aziendale: un briefing strategico per chiunque debba lavorare con l’identità.
Include: mission operativa (non retorica), brand personality descritta con aggettivi e contrari (“siamo X, non Y”), e un paragrafo che descrive come il brand deve essere percepito.
2. Logo e Marchio
Versioni del logo:
- Versione principale (combinazione simbolo + wordmark)
- Variante orizzontale
- Variante verticale
- Simbolo standalone (per favicon, avatar, applicazioni piccole)
- Versione monocromatica nera
- Versione monocromatica bianca (per fondi scuri)
Area di rispetto (clear space): Definizione dello spazio minimo intorno al logo che deve rimanere libero da altri elementi. Espressa come unità relativa alla dimensione del logo stesso (es. “la clear space minima è pari all’altezza della lettera maiuscola del wordmark”).
Dimensioni minime: Dimensione minima di utilizzo in pixel (digitale) e millimetri (stampa) per garantire leggibilità. Sotto questa dimensione si usa il simbolo standalone.
Utilizzi scorretti: Una sezione con esempi di cosa non fare — stirare le proporzioni, cambiare i colori, aggiungere effetti, posizionare il logo su fondi che ne compromettono la leggibilità. Questa sezione vale quanto quella degli utilizzi corretti.
3. Palette Colori
Non solo i colori: i ruoli dei colori.
Struttura:
- Colore primario (identitario, alta presenza)
- Colori secondari (supporto, variabilità controllata)
- Colori funzionali: testo principale, testo secondario, sfondo, superfici, bordi, stati di interazione (hover, focus, disabled), stati semantici (successo, attenzione, errore, informazione)
Specifiche tecniche per ogni colore:
- HEX (digitale generico)
- RGB (display digitale)
- HSL (utile per sviluppo CSS)
- CMYK (stampa offset)
- Pantone (stampa speciale, serigrafie, tessuti)
Combinazioni approvate: Quali colori si usano insieme e in quali proporzioni. Le guidelines senza questa sezione lasciano troppa discrezionalità.
4. Tipografia
Sistema tipografico:
- Typeface primario: utilizzi (titoli H1–H3, display, claim)
- Typeface secondario: utilizzi (body text, captions, etichette)
- Typeface di sistema: per utilizzi dove i font custom non sono disponibili (email plain text, documenti Office)
Scala tipografica: Per ogni livello di testo (H1–H6, body, small, caption): font-family, font-size, font-weight, line-height, letter-spacing, text-transform se applicabile. Definita sia per desktop che per mobile.
Allineamento e spaziatura: Regole di allineamento (quando si usa left-align, quando center), spaziatura tra heading e paragrafo, spaziatura tra paragrafi.
Licenze: Specifica dei font con licenza per web (self-hosted o Google Fonts/Adobe Fonts), desktop, e-book, app. Le licenze tipografiche hanno molte varianti: è necessario che siano chiare per evitare problemi legali.
5. Iconografia
Se il sistema include un set di icone:
- Stile (outline, filled, duotone) e perché è coerente con il brand
- Dimensioni standard di utilizzo
- Colori approvati per le icone
- Font iconografico o SVG sprite (specifiche tecniche per il digitale)
- Regole di utilizzo con il testo (dimensione relativa, spaziatura)
6. Fotografia e Immagini
Stile fotografico coerente:
- Tonalità (calde, fredde, neutre) e saturazione (vivida, desaturata, monocromatica)
- Soggetti approvati e sconsigliati
- Composizione (primo piano, ampia prospettiva, taglio)
- Trattamenti post-produzione (filtri, overlay, curve)
- Fonti approvate per immagini stock (e stili da evitare)
Questa sezione è spesso assente nelle guidelines, producendo materiali fotograficamente inconsistenti anche quando il resto del sistema è curato.
7. Elementi Grafici di Supporto
Pattern, texture, forme geometriche, sfondi, frame, elementi decorativi che completano il sistema visivo. Con regole di utilizzo: quando si usano, con quale opacità, su quali sfondi.
8. Tono di Voce
Le guidelines visive senza quelle verbali sono incomplete. Il tono di voce include:
- Principi di scrittura (diretto, empatico, tecnico, accessibile — con ordine di priorità)
- Vocabolario preferito e vocabolario da evitare
- Esempi concreti: come si scrive lo stesso messaggio nel modo corretto e in quello scorretto
- Regole grammaticali specifiche del brand (maiuscole nel nome del brand, punteggiatura caratteristica)
- Adattamenti per canale (più formale in comunicazioni istituzionali, più colloquiale sui social)
9. Applicazioni
Le guidelines devono mostrare come il sistema funziona nella pratica, nelle applicazioni reali:
- Biglietto da visita (fronte e retro, specifiche tecniche)
- Carta intestata e firma email
- Template presentazione
- Template social media (profilo, copertina, post square, story)
- Sito web (screenshot delle pagine principali con annotazioni)
- Packaging (se rilevante)
- Segnaletica (se rilevante)
10. Specifiche Tecniche e File
Una sezione pratica con:
- Elenco di tutti i file consegnati con descrizione dell’uso
- Organizzazione delle cartelle
- Formati disponibili per ogni elemento (SVG, AI, EPS, PDF, PNG con e senza sfondo)
- Dove trovare i file e come aggiornarli
Il Formato: Documento Statico vs Sistema Vivo
Le brand guidelines tradizionali sono un PDF. Il PDF è necessario ma non sufficiente.
Le aziende che usano i contenuti digitali in modo strutturato hanno bisogno di guidelines in formato accessibile e consultabile — non un documento da scaricare e cercare. Le soluzioni più efficaci:
Brand portal online: le guidelines pubblicate come sito web interno (o su piattaforme come Frontify, Zeroheight, Notion) con navigazione, ricerca, download diretto dei file. Molto più usabile di un PDF da 80 pagine.
Design tokens in codice: i valori del sistema (colori, tipografia, spaziature) pubblicati come repository di token consumabili dal team di sviluppo. Questo elimina il rischio di disallineamento tra guidelines visive e implementazione digitale.
Template operativi: oltre alle regole, file pronti da usare. Template PowerPoint già impostati con il sistema tipografico e cromatico corretto. Template Figma con tutti i componenti. Template Word con stili configurati. Le guidelines che spiegano le regole senza fornire gli strumenti per rispettarle vengono ignorate.
Come Assicurarsi che le Guidelines Vengano Usate
Le guidelines più complete del mondo non servono a nulla se restano in un cassetto. Alcune pratiche che aumentano l’adozione:
Onboarding strutturato: ogni nuovo membro del team (marketing, commerciale, operations) riceve una sessione di introduzione alle guidelines. Non un’email con un PDF allegato.
Punto di riferimento centralizzato: le guidelines devono essere in un posto che tutti conoscono e trovano facilmente — non su un hard disk locale, non in una cartella SharePoint con 15 sottocartelle.
Review periodica: le guidelines invecchiano se il brand evolve. Una revisione annuale garantisce che rimangano aggiornate e rilevanti.
Feedback loop: chi produce materiali deve poter segnalare casi non coperti dalle guidelines. Questo migliora il sistema nel tempo.
In Marfcode, ogni progetto di brand identity include brand guidelines complete in formato PDF e, per i clienti che lo richiedono, in formato brand portal online con file operativi pronti all’uso.
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